Linfedema

Il linfedema consiste nell’accumulo di liquidi nei tessuti molli dell’organismo, a causa di danni od ostruzioni del sistema linfatico. È la conseguenza di lesioni o blocchi a carico di tale sistema, che portano all’accumulo di liquidi nei tessuti molli causando gonfiori. Il linfedema in genere colpisce un braccio o una gamba, ma può interessare anche altre parti del corpo.

Può causare problemi cronici

  • fisici,
  • psicologici
  • e sociali

Esistono due tipi di linfedema, primario o secondario.

  • Il linfedema primario è dovuto a uno sviluppo abnorme del sistema linfatico. I sintomi possono esserci fin dalla nascita o comparire più tardi.
  • Il linfedema secondario è dovuto a danni del sistema linfatico insorti a seguito di cause esterne.

Il sistema linfatico è una rete di vasi linfatici, tessuti e organi, che trasporta la linfa nel corpo.

Nel linfedema, giocano un ruolo diretto le seguenti parti del sistema linfatico:

  • Linfa: un liquido trasparente che contiene linfociti (un tipo leucociti), cellule che combattono le infezioni e la crescita di tumori. La linfa contiene anche plasma, la parte acquosa del sangue in cui viaggiano le cellule.
  • Vasi linfatici: una rete di tubicini che aiuta il deflusso della linfa nel corpo e la riporta nel circolo sanguigno.
  • Linfonodi: strutture piccole, a forma di fagiolo, che filtrano la linfa e immagazzinano leucociti per combattere infezioni e malattie. I linfonodi sono posti lungo la rete di vasi linfatici in tutto il corpo. Gruppi di linfonodi si trovano nel cavo ascellare, nella pelvi, nel collo, nell’addome e nell’inguine.
    Anche milza, timo, tonsille e midollo osseo fanno parte del sistema linfatico, ma non hanno un ruolo diretto nella genesi del linfedema.

Cause

Il linfedema insorge quando la linfa non può circolare nell’organismo come di consueto, a causa di danni od ostruzioni al sistema linfatico conseguenti a:

  • infezioni,
  • lesioni,
  • cancro,
  • asportazione di linfonodi,
  • irradiazione dell’area interessata
  • o tessuto cicatriziale dovuto a radioterapia o chirurgia.

Fattori di rischio

Il cancro e i suoi trattamenti sono fattori di rischio del linfedema, che può manifestarsi a seguito di qualunque tumore o suo trattamento che interessi il flusso di linfa attraverso i linfonodi (per esempio, la rimozione di linfonodi).

Può svilupparsi nell’arco di giorni o anni dopo il trattamento, ma la maggior parte dei casi si osserva entro tre anni dalla chirurgia.

I fattori di rischio del linfedema comprendono:

  • Rimozione e/o irradiazione di linfonodi nel cavo ascellare, nell’inguine, nella pelvi o nel collo. Il rischio di linfedema aumenta con il numero di linfonodi interessati. I rischi sono minori quando viene rimosso solo il linfonodo sentinella (il primo linfonodo a ricevere la linfa dal tumore).
  • Condizioni di sovrappeso o obesità.
  • Guarigione lenta della pelle dopo chirurgia.
  • Tumore che interessa o blocca il dotto linfatico sinistro o i linfonodi o vasi di collo, torace, cavo ascellare, pelvi o addome.
  • Tessuto cicatriziale nei dotti linfatici sotto le clavicole, dovuto a chirurgia o a radioterapia.

Il linfedema spesso colpisce pazienti con cancro alla mammella che hanno subito la rimozione di parte o tutta la mammella e l’asportazione dei linfonodi ascellari.

Il linfedema può colpire le gambe dopo chirurgia per cancro di utero, prostata, linfoma o melanoma. Può anche complicare un cancro vulvare od ovarico.

Sintomi

Se una parte del sistema linfatico è danneggiata od ostruita, il liquido dei tessuti circostanti non può essere drenato. Si manifesta quindi un accumulo di liquidi nei tessuti molli con conseguente gonfiore.

Il linfedema si manifesta prevalentemente con gonfiore di braccia o gambe o con altri sintomi, che possono tuttavia avere anche altre cause; è quindi necessario ricorrere al medico a fronte di uno dei seguenti problemi:

  • gonfiore di un braccio o di una gamba, comprese eventualmente le dita della mano o del piede,
  • senso di pienezza o pesantezza di un braccio o di una gamba,
  • senso di tensione della pelle,
  • problemi nel movimento di un’articolazione di un braccio o di una gamba,
  • ispessimento della pelle, con o senza la comparsa di manifestazioni visibili come vesciche o verruche,
  • tensione nell’indossare vestiti, scarpe, braccialetti, orologi o anelli,
  • prurito di gambe o dita dei piedi,
  • senso di bruciore nelle gambe.

Questi sintomi possono insorgere molto lentamente nel tempo o più velocemente in caso di infezione o lesioni a un braccio o a una gamba, ma di fatto il linfedema può interferire con il quotidiano e la capacità di lavorare o svolgere attività nel tempo libero.

Diagnosi

È importante escludere altre cause di gonfiore, come infezioni o trombi. In particolare, è possibile ricorrere a:

  • Esame obiettivo e anamnesi: esame fisico del corpo per controllare lo stato di salute generale e ricercare segni di malattia, come tumefazioni o qualunque altra anomalia. Acquisizione della storia medica e sanitaria del paziente.
  • Linfoscintigrafia: metodo usato per controllare il sistema linfatico. Viene iniettata una quantità molto piccola di tracciante radioattivo che scorre attraverso i dotti linfatici e può essere assorbito dai linfonodi. Lo spostamento del tracciante viene osservato tramite un rilevatore. La linfoscintigrafia viene usata per identificare il linfonodo sentinella (il primo linfonodo a ricevere la linfa dal tumore) o per diagnosticare alcune malattie o condizioni, come il linfedema.
  • RM (risonanza magentica) procedura che, tramite un magnete, onde radio e un computer, genera una serie di immagini dettagliate di distretti corporei.

L’arto (braccio o gamba) gonfio viene in genere misurato e confrontato all’altro lato. Queste misurazioni vengono eseguite più volte nel tempo per monitorare l’efficacia dell’eventuale trattamento.

Rimedi e cura

Lo scopo del trattamento è il controllo del gonfiore e degli altri problemi indotti dal linfedema.

Il danno al sistema linfatico non può purtroppo essere riparato, quindi il trattamento viene pianificato per controllare il gonfiore ed evitare lo sviluppo o il peggioramento di altri disturbi e sintomi.

Il trattamento standard si basa su terapie fisiche (non farmacologiche); può consistere in una combinazione di svariati metodi, ma lo scopo è sempre quello di

  • aiutare il paziente a continuare le proprie attività quotidiane,
  • ridurre il dolore,
  • migliorare la capacità di muovere e usare l’arto affetto da linfedema.

Il trattamento può includere:

  • indumenti compressivi,
  • attività fisica,
  • fasce elastiche,
  • cura della pelle,
  • terapia combinata,
  • dispositivi compressivi,
  • perdita di peso,
  • terapia laser,
  • chirurgia,
  • massaggi.